Feltro e Pannolenci

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Il Feltro

La stoffa per l’hobbistica, il cucito e la creatività

Cos'è il feltro

Il feltro è una stoffa realizzata generalmente partendo dalla lana cardata di pecora che attraverso un procedimento di lavorazione viene trasformata in feltro. La cosa interessante da sapere è che il feltro non è tecnicamente un tessuto. Non esiste infatti un ordito e una trama, bensì, il feltro tradizionale si ottiene attraverso un procedimento in varie fasi chiamato appunto di “infeltrimento”.

Nel metodo di produzione artigianale (o tradizionale) il feltro viene prodotto bagnando le fibre di lana con acqua calda. Esse vengono poi intrise di sapone di marsiglia, pressate e manipolate. Questo determina il compattamento della lana che acquisisce la struttura finale e le caratteristiche tipiche di questa stoffa.

E’ bene sapere che il processo di infeltrimento è irreversibile, come forse alcune di voi hanno sperimentato, se vi è capitato di mettere per sbaglio in lavatrice a 60° un maglione di lana!

Il feltro tradizionale, infine, assume il colore naturale delle fibre utilizzate, ma può essere colorato aggiungendo lana tinta in fiocco.

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Le origini del feltro

L’uso del feltro è documentato nella storia sin dal 3 millennio a.c. e lo si trova in diverse aree geografiche come ad esempio la Siberia e la Turchia. In epoche più vicine a noi era utilizzato sia dai Romani che dai Greci per la produzione di abiti, copricapi e mantelli.

In funzione dell’area geografica e quindi delle materie prime disponibili, veniva utilizzato il manto di diversi animali: pecora, capra, cammello, coniglio, castoro o lontra. Ovviamente nei moderni processi di produzione questi tipi di materia prima sono stati soppiantati quasi totalmente dalla lana di pecora e dalle fibre sintetiche (poliestere).

Tra i tanti marchi che hanno contribuito a dare prestigio e successo a questa stoffa, vale la pena di ricordare Borsalino di Alessandria che conquistò fama nel mondo con la sua produzione di cappelli da uomo in feltro di pelo di coniglio.

tessilprima il feltro poliestere
tessilprima il feltro borsalino

Come viene prodotto il feltro

Come è facilmente intuibile il procedimento di produzione tradizionale è stato soppiantato oramai dai più moderni metodi di produzione industriale.

Essi sono prevalentemente basati su un metodo di lavorazione detta di agugliatura a cui si possono aggiungere altri procedimenti di resinatura o di termofissaggio.

L’agugliatura avviene attraverso l’utilizzo di aghi appositamente progettati, che agendo verticalmente sugli strati della carda, contribuiscono a compattare gli strati e ad intrecciare le fibre naturali o sintetiche.

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Il feltro non è …

Vale la pena di ricordare che il feltro viene anche definito, con un gioco di parole, “tessuto non tessuto”. Ai meno esperti può capitare di confondere il feltro con altri tipi di stoffe che però differiscono da esso per caratteristiche o per modalità di produzione.

Vediamo alcuni esempi di queste stoffe:

Il pannolenci o per meglio dire “Panno Lenci“, è un tipo di panno brevettato dall’omonima azienda intorno al 1920. Questo tipo di stoffa è sostanzialmente un tipo di feltro molto più leggero e morbido. Queste sue caratteristiche lo rendono adatto a molti lavori di hobbistica, per la creazione di bambole e altri accessori per la casa.

Inoltre, il feltro non è un “panno” che infatti è un tessuto vero e proprio realizzato a telaio che poi viene sottoposto a una lavorazione detta di “follatura” che contribuisce a donargli compattezza.

Infine, un’altro tipo di stoffa è la lana cotta che invece è simile, nel processo di lavorazione, al panno, che abbiamo appena descritto. A differenza di esso però, la lana cotta viene ottenuta infeltrendo una pezza maglia di lana tessuta a telaio. E’ una stoffa pesante e compatta che tradizionalmente viene utilizzata nelle aree alpine per la confezione di cappelli, berretti e abiti invernali, come cappotti e giacche oltre che ciabatte.

Cosa realizzare con il feltro

In anni recenti l’uso del feltro è cresciuto enormemente nel campo dell’hobbistica che attraverso siti e canali social ha incontrato un grande da parte delle appassionate del fai da te.

Volendo riassumere possiamo ricordare che il feltro è un materiale straordinario che trova il suo naturale utilizzo nei seguenti progetti:

 

Cappelli

Borse

Accessori e decorazioni per la casa

Decorazioni e regali per il Natale e altre ricorrenze

Bambole per i più piccoli

Pupazzi decorativi

Oggettistica varia

Anche Tessilprima propone progetti e corsi dedicati alla realizzazione di creazioni basate sull’utilizzo del feltro.

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Cos'è il pannolenci o panno Lenci

Il panno lenci è tecnicamente un non tessuto, come il feltro, privo cioè di una trama e un ordito. Tradizionalmente esso veniva ottenuto dal processo di infeltrimento delle fibre ricavate dal pelo animale. Attualmente però la sua produzione deriva dalla lavorazione del poliestere grazie anche ai sistemi di produzione industriale.

Si tratta quindi di un panno leggero e sottile molto lavorabile e che non tende a sfilacciarsi al taglio, come invece avviene per i tessuti comuni.

Riguardo alla sua origine abbiamo già menzionato l’omonima ditta Lenci che lo inventò agli inizi del secolo scorso e che lo impiegò prevalentemente per la produzione di bambole artistiche. Quindi sin dagli esordi, questo materiale, ha avuto un impiego per quella che oggi possiamo definire hobbistica o per la creazione di pupazzi e piccoli oggetti da gioco.

E’ decisamente un prodotto diverso dal feltro a partire dal suo spessore che è di 1 mm. Guardando invece alle fonti riguardanti la sua produzione tradizionale e anche moderna, in effetti si scopre che è caratterizzata dalle stesse fasi di lavorazione del feltro: infeltrimento e follatura.

Quindi potremmo anche dire che si tratta di un feltro molto sottile, morbido e poco strutturato.

Utilizzo del pannolenci

Come abbiamo già ricordato il pannolenci è un materiale che ben si presta alla creazione di bambolotti, decorazioni natalizie, collage e bricolage. Non essendo sufficientemente rigido, è meno adatto alla produzione di oggettistica o di accessori d’arredamento.

In sintesi è adatto a tutte le creazioni che richiedono di imbottirlo, cucirlo su altri tessuti o incollarlo ad altri supporti rigidi o a altri tessuti. Naturalmente non va lavato perché, essendo un “non tessuto” si danneggia facilmente a contatto con l’acqua di lavaggio.

Come lavorare con il pannolenci

Il pannolenci può essere facilmente tagliato con le forbici e date le sue caratteristiche peculiari il taglio risulterà netto e preciso.

Può essere cucito facilmente per realizzare gli oggetti, i giochi o le bambole che desideri creare. A seconda del risultato che intendi ottenere si possono utilizzare diversi tipi di punti per eseguire la cucitura, vediamo alcuni esempi:

Punto festone: è certamente uno dei più utilizzati in particolare se hai la necessità di unire due o più elementi di pannolenci. Una delle caratteristiche di questo tipo di punto è che a lavoro completato offrirà un aspetto curato ed elegante della cucitura stessa.

Punto filza: ha la caratteristica di utilizzare punti piccoli e uniformi, distanziati tra loro da una lunghezza pari a quella dei punti stessi. Il suo utilizzo è adatto nei progetti in cui la cucitura deve essere poco visibile, ma anche per realizzare degli effetti come ad esempio delle arricciature.

Punto indietro: è un tipo di cucitura molto resistente e adatta ai progetti che prevedono l’inserimento di un’imbottitura, come ad esempio un pupazzo o una bambola. Ricorda però che nel caso in cui l’imbottitura fosse solo minima, potresti anche optare per il più semplice punto festone.

Punto invisibile: anche questo tipo di cucitura ci viene in aiuto se dobbiamo chiudere un’apertura che abbiamo utilizzato per inserire un’imbottitura. Il vantaggio principale di questo punto sarà che risulterà praticamente invisibile.

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